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L’ingegnere Emanuele Donadel apre il suo studio di architettura “DONADEL – Studio di Progettazione” nel 2018 con la convinzione che l’architettura nasca solo dall’incontro profondo tra scienze umanistiche e scienze esatte.
Emanuele Donadel
Fin dai primi anni di formazione Emanuele Donadel sviluppa un approccio fortemente interdisciplinare in cui la conoscenza tecnica si fonde con la sensibilità artistica. La sua educazione, di matrice umanistica, lo porta a coltivare con pari intensità la ricerca artistica, il disegno, la pittura, la storia dell’arte e dell’architettura accanto agli studi scientifici.
Durante il percorso universitario in ingegneria, approfondisce parallelamente lo studio dell’architettura, maturando una sua visione integrata del sapere tecnico e progettuale. Questa fase di ricerca personale definisce un metodo originale e consapevole, che diventerà la cifra distintiva negli anni successivi e lo porta appena laureato a proseguire i suoi studi attraverso un periodo di formazione presso lo studio di architettura Rpbw – Renzo Piano Building Workshop dove ne diventa presto associato.
Come progettista nel decennio 2007-2017 si occupa di svariati progetti in Italia ed all’estero, tra cui il complesso residenziale Le Albere a Trento e gli interni del museo delle scienze Muse, l’Hospice Seragnoli a Bologna, il museo del cinema a Los Angeles, la Torre Piloti a Genova, con una costante attenzione all’estetica strutturale, ai dettagli ed alla sospensione ardita dei volumi, alla sperimentazione ed alla meccanica come nell’ innovativo generatore eolico Libella, ed anche al design come nella minicasa Diogene per Vitra.
L’esigenza di dover trasmettere ai giovani la passione per una architettura viva, sperimentale, innovativa ed ancora legata intrinsecamente al disegno ed al “saper costruire”, che sappia guardare anche al passato, all’umanesimo e meno alla intelligenze artificiali, lo porta a tenere corsi a contratto e conferenze in diverse università , tra cui Architettura a Lecco e Genova, Ingegneria a Pisa, oltre che presso l’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri.
La sua convinzione è che il disegno, inteso non solo come segno grafico ma come forma di pensiero e strumento di indagine, sia ancora oggi il fondamento imprescindibile di una buona architettura.