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HOW

Ogni progetto nasce attraverso una approfondita analisi preliminare del tema in esame, della sua storia, del genius loci, della morfologia del sito, dell’orientamento e dell’esposizione, nonchè dalla definizione accurata degli obiettivi e delle risorse della committenza.

Il metodo

Il processo progettuale si sviluppa poi per gradi, attraverso una analisi dettagliata di tutti i requisiti ed una stretta collaborazione con un team di specialisti per ogni ambito tecnico, dagli aspetti strutturali a quelli energetici, ed alle loro interazioni. E’ un approccio integrale e sinergico al progetto che garantisce l’ottimizzazione del risultato complessivo. 

Solo quando ogni aspetto è stato ben analizzato e assimilato si inizia a mettere insieme le varie parti. Si lascia dare vita e forma al progetto, a tracciare le prime linee, a disegnare. E’ il momento in cui le idee si trasformano in segni, le intuizioni in forme, con una serie di primi schizzi a mano, sketch di idee in pianta e sezione ed in prospettiva. Disegni di studio che sintetizzino tutti gli obiettivi preposti e fondanti. Soprattutto il disegno prospettico a mano ad altezza uomo è uno degli strumenti di indagine più efficienti per capire bene cosa si vedrà e di quali dettagli e soluzioni avremo bisogno.

Il progetto evolve poi in modo meticoloso attraverso la definizione di ogni singolo dettaglio affinchè nessun particolare – architettonico, tecnico, strutturale ed impiantistico – risulti trascurato o isolato: ogni parte, anche la più minuta, viene concepita per dialogare armoniosamente con l’insieme. Vengono disegnati, modellati ed accuratamente posizionati tutti i dettagli strutturali, impiantistici ed architettonici, ognuno con pari dignità.

Tutto questo regala al progetto un carattere ben definito, chiaro, netto, con un suo linguaggio forte ed evidente. L’architettura è una lingua viva.

Questo metodo di fusione alchemica delle varie discipline ed il loro preciso coordinamento danno origine ad una elevata funzionalità dell’opera ed una sua intrinseca bellezza.

La bellezza di un’opera non è estetica di facciata e non è data solo dalle proporzioni dei volumi, dai rivestimenti e dalle finiture ma è data , soprattutto, dalla qualità di tutte le sue parti non visibili, dalla qualità costruttiva, dalla vivibilità interna degli spazi e dalla cura di tutti gli aspetti reconditi.